Le scelte dopo il diploma prendono forma attraverso informazioni, esperienze e relazioni che aiutano studentesse e studenti a esplorare possibilità
L’università è una possibilità che prende forma molto prima dell’iscrizione a un corso di laurea. Conta ciò che una studentessa o uno studente conosce dei percorsi disponibili, ma anche la possibilità di immaginarsi in quel contesto, di capire che cosa si studia davvero, quali sostegni esistono e come quella scelta possa collegarsi ai propri interessi, alle proprie esperienze e ai progetti che stanno progressivamente prendendo forma.
I dati aiutano a comprendere perché questo lavoro sia necessario. Secondo il Rapporto 2026 sul Profilo dei Diplomati di AlmaDiploma, l’84,5% dei diplomati del 2025 ha partecipato ad attività di orientamento verso le scelte post diploma organizzate dalla scuola. Tra chi le ha svolte, tuttavia, solo il 57% le ha considerate rilevanti per la propria decisione. Lo scarto invita a interrogarsi non soltanto sulla presenza delle attività, ma sulla loro qualità e sulla capacità di incontrare le domande degli studenti. Partecipare a un’iniziativa non significa necessariamente avere avuto l’occasione di esplorare ciò che conta per sé.
Anche le possibilità che i giovani prendono in considerazione non sono distribuite allo stesso modo. Secondo l’indagine Istat sulle relazioni, le opinioni e i comportamenti dei giovanissimi, dichiara di voler proseguire gli studi all’università l’83,7% dei figli di laureati, il 52,6% dei figli di diplomati e il 36,4% di chi ha genitori con al massimo la licenza media. Sono intenzioni dichiarate, non destini già scritti. Mostrano però quanto il contesto familiare, culturale e scolastico possa contribuire a definire l’orizzonte delle alternative percepite come accessibili.
Orientare consapevolmente verso l’università significa allora rendere questa possibilità più conoscibile e concretamente valutabile. Significa aiutare ragazze e ragazzi a esplorare i corsi oltre il loro nome, a confrontarsi con le discipline, con i modi di studiare e con l’organizzazione della vita universitaria, a conoscere gli strumenti del diritto allo studio e a mettere in relazione le informazioni raccolte con le proprie esperienze. La scelta può così maturare nel tempo, attraverso domande, approfondimenti, prove e anche ripensamenti.
Questa funzione dell’orientamento riguarda anche il benessere con cui le transizioni vengono affrontate. Le ricerche condotte su studenti universitari, neolaureati e giovani impegnati nei percorsi di alta formazione non consentono di considerare una singola attività orientativa come un intervento sul benessere psicologico. Mostrano però che il modo in cui una persona affronta il proprio futuro dipende dall’intreccio tra risorse personali e condizioni contestuali: la percezione di poter agire sulle proprie possibilità, la chiarezza delle aspettative, la qualità delle relazioni di supporto, l’accesso alle informazioni e ai servizi e la possibilità di sentirsi parte di un ambiente.
La percezione delle proprie possibilità future e il benessere possono sostenersi reciprocamente. Sentirsi in grado di riconoscere e utilizzare le risorse disponibili può aiutare ad affrontare l’incertezza; allo stesso tempo, una condizione di maggiore benessere può favorire l’esplorazione, la progettazione e l’attivazione personale. Non si tratta, quindi, di eliminare l’incertezza che accompagna ogni passaggio, ma di renderla più comprensibile e affrontabile. Anche il sostegno diventa una risorsa quando è riconoscibile, appropriato ai bisogni e inserito in relazioni nelle quali sia possibile formulare domande, ricevere riscontri e costruire progressivamente autonomia.
È una prospettiva che Pluriversum ha consolidato nell’esperienza maturata nei progetti di orientamento realizzati con scuole, università, istituzioni e territori. Le informazioni sono indispensabili, ma da sole non bastano. Per diventare risorse per la scelta devono essere collocate all’interno di percorsi accompagnati, nei quali gli studenti possano comprenderle, discuterle e utilizzarle per ampliare progressivamente la rappresentazione delle proprie possibilità.
L’orientamento assume così il carattere di un processo educativo continuo. Non riguarda soltanto la capacità del singolo di scegliere, ma anche la qualità dei contesti che rendono le alternative visibili, accessibili e praticabili. Richiede relazioni professionali, occasioni di esperienza e una collaborazione riconoscibile tra i diversi soggetti che accompagnano le transizioni.
Su questa esperienza si innesta PONTE, Percorsi di Orientamento e Networking per Transizioni Educative consapevoli, presentato venerdì 2 ottobre nella sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze. Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma regionale FSE+ 2021–2027 della Regione Toscana e mette in rete scuole, università e territori.
Il Centro Studi Pluriversum guida il partenariato in qualità di capofila, insieme all’Università degli Studi di Firenze, all’Università di Pisa, all’Università degli Studi di Siena e all’Università per Stranieri di Siena, portando nel progetto un’esperienza maturata in quasi trent’anni di attività nell’orientamento scolastico e professionale. Per i quattro atenei, PONTE rappresenta un’occasione per condividere competenze ed esperienze, consolidare il rapporto con le scuole e accompagnare con maggiore continuità il passaggio verso gli studi universitari.
Il progetto intende avvicinare l’università anche ai territori più distanti dai principali poli accademici e ai percorsi scolastici nei quali la prosecuzione degli studi è meno frequente. Un’attenzione specifica è rivolta alle province di Arezzo, Grosseto, Massa-Carrara, Pistoia e Livorno e agli istituti tecnici e professionali. Al centro rimangono le studentesse e gli studenti, il loro benessere e la possibilità di costruire scelte fondate su informazioni affidabili, esperienze di esplorazione e sostegni concreti.
Nel corso dei prossimi mesi, le attività di PONTE saranno rivolte alle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado. I laboratori, differenziati per annualità, accompagneranno progressivamente le studentesse e gli studenti nella conoscenza di sé, nell’esplorazione del lavoro e delle professioni e nella costruzione della scelta dopo il diploma, compresa la conoscenza dei servizi e delle opportunità che possono sostenerla.
Il progetto prevede inoltre percorsi formativi per i docenti e iniziative nei territori, tra incontri, webinar ed esperienze nelle sedi universitarie. Questa articolazione consente di intervenire non soltanto sulle risorse individuali degli studenti, ma anche sui contesti nei quali le scelte vengono preparate. Il raccordo tra scuole, atenei e territori può rendere più chiari i passaggi, più vicine le opportunità e più riconoscibili le persone e i servizi ai quali rivolgersi. Il suo significato risiede nella continuità del lavoro tra scuole, università e comunità locali e nella possibilità di costruire pratiche che possano durare oltre il singolo progetto.
Una scelta consapevole richiede occasioni per conoscere, fare esperienza, porre domande e confrontare alternative reali. Richiede anche contesti nei quali sia possibile esprimere dubbi e aspettative senza essere lasciati soli di fronte alla decisione.
PONTE nasce per ampliare queste occasioni, aiutare ogni studentessa e ogni studente a comprendere se e come l’università possa entrare nel proprio percorso e contribuire a rendere più accessibile e sostenibile la transizione verso ciò che viene dopo il diploma.
Per saperne di più ecco il link al progetto : https://www.ponteorienta.it
I dati richiamati nell’articolo sono tratti dal Rapporto 2026 sul Profilo dei Diplomati 2025 di AlmaDiploma e dalla pubblicazione Istat Relazioni, opinioni e comportamenti dei giovanissimi, pubblicata nel 2026 sulla base dell’indagine condotta nel 2023. Il rapporto tra percezione delle proprie possibilità occupazionali e benessere psicologico è approfondito da Petruzziello et al. (2025) in Self-Perceived Employability and Psychological Well-Being Among Italian Students and Graduates, mentre il ruolo congiunto delle risorse personali, dei contesti e delle relazioni di supporto è esaminato da Petruzziello et al. (2025) in “Is It Me or…?” A Multimethod Study to Explore the Impact of Personal and Contextual Factors on PhD Students’ Well-Being.