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Pluriversum

L’intraprendenza che si può imparare
Il 19 settembre scorso, al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, si è tenuto l’evento di lancio di “Che Impresa!”, che ha visto la partecipazione di oltre 300 giovani. L’iniziativa è parte di un progetto finanziato dal bando “Giovani e Impresa” promosso da ANCI, con il Comune di Firenze come capofila e il coinvolgimento dei Comuni di Scarperia e San Piero, Barberino di Mugello, l’Università di Firenze, Centro Studi Pluriversum ed Euroteam Progetti.
Il progetto nasce con un messaggio chiaro: l’imprenditorialità non è un talento innato, ma una competenza che si sviluppa. Per questo “Che Impresa!” si rivolge sia a chi ha già un’idea imprenditoriale ma non sa da dove partire, sia a chi è in cerca di ispirazione per il proprio futuro professionale. L’obiettivo è offrire consulenze, materiali informativi, mentoring e una rete di contatti, perché – come recita il claim del progetto – “il futuro non si costruisce da soli”.
Grazie al lavoro di coordinamento e regia curato da Pluriversum, l’evento ha saputo unire la dimensione formativa con quella di intrattenimento, creando un contesto capace di stimolare curiosità, riflessione e partecipazione attiva.

Storie di impresa
La serata, condotta da Lorenzo Baglioni, ha dato voce a testimonianze di chi ha trasformato passioni in progetti concreti. Sul palco si sono alternati I Du Toscani, Wikipedro, Luca Pechino, Alessandro Ferrari (ACF Fiorentina), Sofia Bonacchi (Street Levels Gallery), Gaia Rialti (Menabòh), Bianca Guscelli (BrandiMarte), Gaetano Cerasuolo (Tripperia Vegana TAN8), Leonardo Giusti ed Enea De Vita (FacolCup).
Storie diverse, accomunate dalla capacità di trasformare creatività e coraggio in iniziative imprenditoriali che spaziano dalla musica all’arte, dalla moda al giornalismo. Questi racconti hanno mostrato come competenze apparentemente “astratte” – autovalutazione, comunicazione, creatività, gestione del rischio, capacità di riconoscere opportunità – trovino concretezza quando ci si misura con sfide reali.
Un concetto ben riassunto da una citazione iconica, ricordata durante la serata: “Non esiste provare, fare o non fare” (Yoda a Luke Skywalker). Una frase che richiama perfettamente quello che la ricerca pedagogica definisce growth mindset: la mentalità che distingue chi rimane bloccato nelle proprie percezioni di limite da chi sceglie di trasformare le idee in azioni.

Dall’idea alla realtà: il percorso di Che Impresa
Il progetto proseguirà fino ad aprile 2026 e sarà animato da uno sportello dedicato, da hackathon con imprenditori reali, attività creative per l’empowerment e percorsi formativi che intrecciano scuola, università, enti locali e tessuto produttivo.
I partner tecnici Pluriversum ed Euroteam Progetti garantiscono che queste esperienze siano integrate, concrete e coerenti con gli obiettivi formativi: l’intraprendenza si sviluppa praticandola, confrontandosi con sfide reali e imparando dal confronto con gli altri.
Un approccio che si allinea anche al framework europeo EntreComp, che definisce l’imprenditorialità come “la capacità di trasformare idee in azioni”, e che mette al centro lo sviluppo di competenze trasversali, indispensabili per la crescita personale e professionale.

Cittadini intraprendenti per il territorio
L’obiettivo finale di “Che Impresa!” non è semplicemente moltiplicare startup, ma formare cittadini intraprendenti, capaci di valorizzare il patrimonio territoriale, collaborare in contesti complessi e generare valore economico e sociale. È la differenza tra educare all’impresa ed educare attraverso l’imprenditorialità: la prima forma tecnici, la seconda sviluppa comunità resilienti e innovative.
Il messaggio emerso è chiaro: non esistono giovani “portati” o “non portati” per l’impresa. Esistono giovani che hanno avuto, e che avranno anche attraverso questo progetto, l’opportunità di incontrare e sviluppare il proprio potenziale intraprendente.