Che Scuola Scelgo?

“Che Scuola Scelgo?” Gli Incontri di Regione Toscana a supporto della scelta
Oltre 300 persone a Empoli la settimana scorsa: genitori, docenti, studenti. Tutti lì per una domanda che sembra riguardare solo i ragazzi, ma che in realtà attraversa tutta la famiglia: che scuola scelgo?
Non è un tema nuovo. Il consiglio orientativo ha accompagnato ormai più generazioni di studenti, eppure ogni anno i numeri raccontano la stessa storia: riorientamenti in aumento, crisi al primo anno, ripensamenti. Più della metà degli studenti italiani, potendo tornare indietro, cambierebbe scuola. E non parliamo di scelte fatte con superficialità: open day, confronti, ricerche, colloqui con gli insegnanti.
Come ogni anno, i consulenti di Pluriversum conducono gli incontri dedicati ai genitori e organizzati in tutta la regione da Regione Toscana. Quest’anno la serie di incontri si concluderà a Firenze nel contesto di un evento importante: Le scuole si presentano, Firenze il 15 e 16 novembre (https://educazione.comune.fi.it/pagina/6-16-anni/orientamento-superiori e qui trovate il calendario completo degli incontri di Regione Toscana: https://www.regione.toscana.it/-/come-va-a-scuola-orientamento-scolastico-2025).

Il problema di un orientamento poco efficace non sembra essere la scarsità di informazioni. Le famiglie arrivano molto spesso sempre più informate: rileviamo che hanno visitato le scuole, scaricato i piani di studio, parlato con ex studenti. Ma c’è qualcos’altro che non viene messo a fuoco con la dovuta attenzione: le aspettative.
Guardiamo i numeri delle iscrizioni alle superiori negli ultimi vent’anni: i licei sono cresciuti del 12,8% (oggi al 55,6%), i tecnici sono calati del 2,6% (al 31,7%), i professionali hanno perso il 10,2% (scendendo al 12,7%).
Sembrerebbe che le famiglie abbiano le idee sempre più chiare: formazione scientifica per affrontare il futuro. Ma poi? Nel nostro paese mancano lauree STEM e come anticipato il 46,3% dei diplomati dichiara che, potendo tornare indietro, farebbe una scelta diversa (dati dell’ultimo rapporto Almadiploma). Cosa governa davvero le scelte delle famiglie?
Quando le paure non si incontrano
Un ragazzo che dice “voglio andare nella scuola dove vanno i miei amici” viene spesso liquidato con un: “Non si sceglie così, devi pensare al futuro.”
Proviamo a fermarci un attimo a riflettere su questa affermazione: forse non sta scegliendo “comodo”; forse sta dicendo: “Ho bisogno di una base sicura per affrontare il nuovo.” È un bisogno legittimo, evolutivamente comprensibile. Ma letto con occhi adulti – occhi pieni di pensieri sul “dopo”, sul lavoro, sulle opportunità – viene frainteso.
I genitori temono che un errore scolastico possa compromettere il futuro. I figli temono che la scuola nuova li esponga a solitudini, giudizi, insuccessi. Entrambi sentono paura. Ma sono paure diverse, e spesso non condivise.
Gli orientatori di Pluriversum lavorano molto su questo punto negli incontri con i genitori. Non per dare risposte, ma per aiutare le famiglie a riconoscere dove finiscono le loro paure e dove iniziano i bisogni dei figli. Che non è un passaggio scontato.
Dalla marcatura “a uomo” alla marcatura “a zona”
Una delle immagini che usiamo più spesso è quella sportiva: la marcatura. Molti genitori praticano una marcatura “a uomo”: seguono ogni movimento, anticipano ogni difficoltà, correggono in tempo reale. È comprensibile, ma alla lunga impedisce al ragazzo di sviluppare le proprie capacità di scelta.
Cosa succederebbe se provassimo a marcare “a zona”? Non mollare il campo, ma spostarsi un po’ di lato. Lasciare che i figli si muovano, anche sbagliando, anche inciampando. Sembra un azzardo, lo sappiamo. Ma spesso è proprio lì che nascono le competenze decisionali vere, è proprio lì che si costruiscono la responsabilità e l’autonomia di cui lamentiamo l’assenza nei giovani.

L’orientamento non è aiutare i ragazzi a trovare “la scuola giusta” (ammesso che esista una definizione univoca). È metterli nelle condizioni di riconoscere ciò che li muove, ciò che li frena, ciò che vogliono esplorare. E soprattutto: accompagnarli, sostenerli senza sostituirsi.

Uno spazio per pensare insieme
Gli incontri che stiamo conducendo non sono lezioni frontali. Sono spazi dove genitori, docenti e studenti si fermano e si confrontano. Dove le domande vengono accolte, non risolte. Dove ci si può permettere di dire “non lo so”, “ho paura”, “non sono sicuro”. Attraverso questi incontri stiamo rilevando anche dei dati importanti, attraverso una ricerca in collaborazione con l’Università di Firenze, proprio per dare un apporto metodologico solido alle azioni sul campo.
Le indicazioni europee e nazionali parlano chiaro: l’orientamento è un processo che aiuta i cittadini a identificare le proprie capacità, competenze e interessi per prendere decisioni autonome in materia di istruzione, formazione e occupazione.
Non è dare consigli su “quale scuola fare” ma è sviluppare quelle che vengono chiamate competenze orientative: la capacità di conoscersi, di leggere il contesto, di fare scelte consapevoli, di gestire l’incertezza.
Eppure, nella pratica quotidiana, quanto spazio c’è davvero per questo? Quanto tempo dedichiamo a insegnare ai ragazzi (e alle famiglie) a riconoscere le proprie risorse, a tollerare il dubbio, a elaborare una scelta invece che riceverla?
L’orientamento è per noi del Centro Studi Pluriversum anche questo: creare luoghi e possibilità di incontro dove il dubbio è legittimo, dove l’incertezza non è un fallimento ma un passaggio necessario.
I contenuti degli incontri sono strutturati in tre momenti:
Prima parte – I percorsi della scuola superiore
Differenze e caratteristiche a confronto. Non un elenco di scuole, ma una mappa per orientarsi tra le diverse proposte formative.
Seconda parte – Emozioni, Interessi, Motivazione e Dubbio
Le variabili personali da esplorare. Qui il lavoro si fa più intimo: cosa sento? Cosa mi muove? Cosa temo? Il dubbio non come nemico, ma come alleato.
Terza parte – Bisogni, Rischi e Metodo di studio
Gli strumenti per fare una buona scelta. Non ricette, ma strategie concrete per affrontare l’incertezza e costruire un percorso sostenibile.

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Chi siamo?
Centro Studi Pluriversum progetta e conduce percorsi di orientamento per le famiglie, lavorando sulle dinamiche relazionali e sulle competenze di scelta per creare le condizioni perché famiglie e studenti possano trovare le proprie risposte. Un lavoro che parte da una convinzione: l’orientamento efficace e quello che aumenta la soddisfazione degli studenti, dei lavoratori, di tutta la comunità educante costruendo competenze che durano una vita.