Spesso usiamo riferimenti presi dal cinema o dai romanzi nei nostri interventi formativi. Non per “fare storytelling”, ma perché certe dinamiche si vedono meglio quando hanno un volto, una scena, una scelta concreta.
Uno di questi riferimenti è Tom Rath, protagonista del romanzo “L’uomo dal vestito grigio” di Sloan Wilson. Tom è un reduce che prova a rimettere insieme vita e lavoro dentro una promessa molto riconoscibile: stabilità, ordine, rispettabilità. Il “vestito grigio” è questo. E nel romanzo diventa anche una misura del costo: quanta energia serve per reggere un ruolo, quanto spazio resta per la vita, quanto una traiettoria è sostenibile nel tempo.
Quando ne parliamo con gli studenti o con operatori dell’orientamento, la domanda che emerge non è “che lavoro scegliere”. È: quali condizioni rendono una scelta vivibile nel tempo. La differenza tra stabilità e sostenibilità.
Oggi quella domanda pesa di più. Transizioni frequenti, mismatch, riorientamenti, rallentamenti nei percorsi di istruzione e formazione, mobilità in uscita dei giovani qualificati. Spesso li leggiamo come fenomeni separati; hanno in comune una cosa semplice: raccontano percorsi che faticano a reggere. E quando un percorso non regge, il benessere smette di essere un tema personale e diventa un indicatore di qualità del sistema.
Qui entra l’orientamento, a patto di non ridurlo a intervento episodico. In Pluriversum crediamo che l’orientamento funzioni quando è progressivo: attraversando i percorsi di studio, formazione e lavoro costruisce nel tempo criteri di scelta, capacità di lettura del contesto, strumenti per negoziare vincoli, spazi per ripensare, senza vivere il ripensamento come fallimento. Non compare solo al bivio scolastico o al cambio lavoro. Rimane come infrastruttura educativa e territoriale che accompagna le fasi ordinarie della vita, prima che l’urgenza diventi logoramento.
Il benessere, in questa prospettiva, non è un extra. È parte del metodo. Se per “tenere” un ruolo devo consumare sonno, relazioni, salute, non basta invitare a gestire meglio lo stress. Serve riprogettare condizioni, scelte e supporti. La ricerca lo dice in modo lineare: autonomia, competenza e relazioni incidono su motivazione e benessere (Deci e Ryan); l’adattabilità e la costruzione di senso sostengono le transizioni (Savickas); la sostenibilità di carriera tiene insieme salute, produttività e qualità della vita nel tempo (sustainable careers). Questa è la prospettiva con cui Pluriversum lavora da anni con Regioni, università scuole e servizi territoriali, e da qui nasce il seminario che Pluriversum propone a Didacta, insieme a Regione Toscana: “L’orientamento come strada per il benessere: soddisfazione, sostenibilità dei percorsi di vita e politiche regionali.”
Se lavori in orientamento, formazione, servizi o politiche e ti interessa ragionare su come rendere l’orientamento più progressivo e capace di incidere sul benessere nel tempo, ci vediamo lì.
Iscriviti per partecipare all’evento su: https://exhibitor.fieradidacta.it/eventi/lorientamento_come_strada_per_il_benessere_soddisfazione_sostenibilita_dei_percorsi_di_vita_e_politiche_regionali#


