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Pluriversum

C’è un “genio” che attraversa Firenze, e dal 12 al 15 settembre 2024 lo abbiamo seguito passo dopo passo durante il meeting europeo FLAIR, che si è rivelato un grande successo umano, culturale e progettuale.

Quasi 20 partecipanti provenienti da Budapest, Skopje, Berlino e Firenze si sono incontrati nel cuore della città per interrogarsi su temi centrali e attualissimi: lavoro, arte, inclusione, sostenibilità e su come questi elementi convivano (o entrino in tensione) in una città affascinante, antica e profondamente contemporanea.

-Non solo Rinascimento-
Il gruppo ha esplorato luoghi simbolo della Firenze che cambia: dalle ex Murate, oggi spazio di cultura, socialità e lavoro per freelance, alla Manifattura Tabacchi, esempio di rigenerazione urbana che intreccia architettura industriale, creatività, formazione e vita quotidiana. Visite che hanno acceso un confronto vivo su gentrificazione, accessibilità abitativa e trasformazioni urbane, mettendo Firenze in dialogo con altre capitali europee.

-Turismo: opportunità o limite?-
Una domanda inevitabile: come convivere con milioni di visitatori senza perdere l’equilibrio sociale della città? Il dibattito ha toccato nodi complessi, tra economia, qualità della vita e identità locale.

-Una caccia al tesoro urbana e culturale-
Tra un confronto e l’altro, i partecipanti si sono messi in gioco in una vera e propria treasure hunt: dal Ponte Vecchio agli Uffizi, dai grandi simboli come il David e Dante fino agli artigiani di quartiere, ai bar di città e alle abitudini quotidiane dei fiorentini. Un modo leggero ma profondo per osservare Firenze con occhi nuovi — e stranieri.

-E allora, qual è il “genio” di Firenze?-
La risposta è arrivata attraverso collage, testi, musica e narrazioni creative. Indimenticabile il racconto di un Machiavelli che attraversa il tempo, spaesato di fronte a una città sostenibile ma musealizzata, tecnologica ma forse più distante dall’artigianato e dalla vita vissuta. Una provocazione potente che ci lascia una riflessione aperta:

Il genius è forse la capacità di stupirsi, di guardare il proprio tempo con gli occhi di uno straniero.

FLAIR Firenze è stato tutto questo: incontro, esplorazione, domande scomode e immaginazione condivisa. Un’esperienza che ha messo in relazione città, persone e visioni, lasciando tracce che vanno ben oltre quei quattro giorni.