Oltre gli standard: ripensare i sistemi regionali di orientamento

La tavola rotonda che Pluriversum insieme a Diego Boerchi (Università Cattolica del Sacro Cuore) ha proposto al XXIV Congresso SIO di Parma ha messo in evidenza una contraddizione fondamentale: mentre alcune azioni territoriali e nei servizi si arricchiscono di risorse umane e materiali e si articolano in programmi e progetti, l’orientamento rischia di perdere la sua efficacia sul territorio e per le persone.

La centralità della relazione: oltre la tecnica, la persona

Diego Boerchi, coordinatore scientifico della tavola rotonda, ha posto una questione metodologica fondamentale: qualunque innovazione nell’orientamento, dall’analisi dei bisogni alla personalizzazione dei servizi, rimane inefficace senza la centralità della relazione educativa.
Il rischio è quello di innovare solo tecnicamente, mantenendo un approccio burocratico mascherato da modernità. L’orientamento efficace non è né data-entry né compiacenza: è relazione professionale che genera consapevolezza e competenze.

Il paradosso della standardizzazione

L’esperienza di Simone Cerlini (AFOL Metropolitana Milano) sui servizi per il lavoro illustra perfettamente il rischio che corriamo. I LEP hanno uniformato i servizi, ma li hanno anche svuotati di significato, trasformando gli operatori da professionisti in “compilatori di format”. La parcellizzazione in micro-servizi ha destrutturato il lavoro dell’orientatore, riducendo l’accompagnamento a mero adempimento burocratico.

Le esperienze regionali: dal Piemonte alla Toscana

Il contributo di Raffaella Nervi (Regione Piemonte) dimostra che esistono alternative concrete. Il sistema piemontese, con i suoi 16 milioni di euro investiti e oltre 500 operatori formati, ha scelto di puntare sulle Career Management Skills e sulla co-progettazione territoriale. Non è un caso che abbiano raggiunto il 90% delle scuole primarie e coinvolto oltre 20.000 giovani.

Sara Mele (Regione Toscana) ha presentato un modello complementare: i Progetti Educativi Zonali (PEZ) raggiungono 82.000 destinatari attraverso 35 Conferenze Zonali, con una governance che parte dal basso e integra scuola, enti locali e terzo settore. Il sistema toscano punta sulla “comunità orientante territoriale” e sull’integrazione curriculare delle CMS, dimostrando che la personalizzazione può coesistere con la standardizzazione quando questa è al servizio dell’innovazione pedagogica.

I relatori insieme a Giorgio Sangiorgi, psicologo del lavoro, past president SIO hanno tracciato in chiusura alcune suggestioni operative:

  1. Analisi dei bisogni prima degli standard
    I sistemi regionali devono partire dai bisogni reali dei territori, non dall’applicazione meccanica di format nazionali. L’esempio di Regione Piemonte relativo all’orientamento precoce, attraverso kit di strumenti e metodologie diffusi mediante repository regionali, nasce dall’osservazione delle transizioni critiche, non dalla compliance normativa.
  2. Accesso personalizzato ai servizi
    L’accesso ai servizi non può essere standardizzato quando le situazioni di partenza sono profondamente diverse. Serve discrezionalità professionale guidata da obiettivi chiari, non procedure uniformi che ignorano i contesti locali.
  3. Assistenza tecnica come leva strategica
    L’assistenza tecnica non è supporto organizzativo, ma motore di innovazione. Deve fornire agli operatori strumenti adattabili, non protocolli rigidi. Il percorso di alta formazione piemontese, con 31 edizioni e oltre 120 insegnanti coinvolti, o le nuove linee guida di Regione Toscana che forniscono uno strumento concreto di coprogettazione dimostrano che investire nel supporto e nelle competenze degli operatori produce risultati concreti.

Queste tre direzioni operative richiedono una precondizione fondamentale: accogliere la sfida della governance condivisa. L’orientamento nasce dalla collaborazione interistituzionale, non dalla sovrapposizione di competenze. La cabina tecnica regionale coordina senza centralizzare, facilita senza standardizzare.

Il punto di vista di Pluriversum

Anche questo appuntamento organizzato da SIO è stato ricco di stimoli e incontri. Visioni non scontate e aperture su contesti e temi solo apparentemente slegati dall’orientamento, come l’economia o i temi della giustizia sociale.
Come organizzazione da sempre impegnata nel supporto a sistemi e territori, vorremmo ringraziare chi ha contribuito al successo della tavola rotonda che abbiamo proposto, ovvero partecipanti e relatori, e condividere alcune considerazioni.
I sistemi regionali di orientamento si trovano a un bivio: continuare nell’automazione burocratica o scegliere l’innovazione relazionale. Le esperienze virtuose dimostrano che è possibile costruire servizi efficaci mantenendo la centralità delle persone come soggetto attivo del processo orientativo.
L’orientamento che guarda alla trasformazione sociale, tema del Congresso SIO 2025, passa necessariamente dal superamento della logica prestazionale verso modelli che valorizzano competenze, relazioni e territori.
Non bastano standard uniformi: servono pratiche adattive fondate sulla relazione, che rimettano al centro le persone e i loro progetti di vita.